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domenica 31 maggio 2026

Il mistero insondabile

 Solennità della SS.ma Trinità.

Difficile esprimere qualcosa su questo argomento.Le nozioni che abbiamo un po' tutti sono ferme a quelle delle catechesi che risalgono alla nostra infanzia e del resto non.potrebbe che essere diversamente visto che è il primo dei due grandi misteri della teologia Cristiana.




Un Dio in tre persone che nonostante questo resta uno solo. Cioè sono tre ma è uno solo. E come fai a spiegarlo! San Giovanni dice che il Figlio è nel seno del Padre. Lo stesso Gesù dice di essere nel Padre e il Padre in Lui. A tutto questo ci aggiungiamo che il rapporto tra i due è un Amore immenso che  reSpira ce procede dal Padre e dal Figlio e così è una terza persona che con gli Altri Due resta un solo Dio Onnipotente e Creatore. 
Ancora come se non bastasse il Figlio in un preciso momento della Storia umana pur rimanendo nel seno del Padre si incarna uomo e lascia come sua presenza nella storia l' Eucaristia che è il suo vero corpo in sangue, anima, spirito e divinità pur rimanendo velato nelle specie del pane e del vino che pure loro se analizzate in un laboratorio risultano farina e vino ma che sono realmente carne e sangue.
Qualcosa di troppo grande da analizzare, da studiare, da capire.
Accettare tutto questo ci procura una forzatura quasi brutale della nostra ragione che chiamiamo comunemente "fede".
Qui la nostra analisi deve considerare  una pericope del vangelo di Giovanni, dove nel suo meraviglioso prologo dice che Dio nessuno lo ha mai visto, ma che il Figlio,che è nel Seno del Padre, è Lui che lo ha rivelato. E la nostra attenzione si deve proprio fermare su questa ultima parola : "rivelato". 
Questo verbo non significa solamente che lo ha fatto vedere ma soprattutto che lo ha velato di nuovo, cioè ci ha detto Dio è qui in mezzo a voi ma dietro un velo che ne fa intravedere le fattezze ma che non lo mostra del tutto. In questo modo Lui resta presente in mezzo al suo popolo nella fede pur conservando sia la Sua insondabilità e sia la nostra salute mentale.
Nel libro dell' Esodo al capitolo 33 Dio dice a Mosè che nessun uomo può vedere la gloria di Dio e rimanere vivo perché è qualcosa di incontenibile per le nostre poche facoltà. 
Cristo quindi svela nella Sua persona la Trinità che però possiamo contemplare coperta da un velo di accettazione che permette solo una fede che non tenta di capire più di tanto ma che accetta nell' umiltà la pochezza dell' uomo dinanzi a un così alto mistero.

E qui non posso che togliermi il berretto perché non puoi capire per accettare,puoi solo arrenderti e accettare per capire!



domenica 17 settembre 2023

CRISTO DESTINO DELL' UOMO-Luigi Negri

 Un uomo che preferisce è un uomo che esiste

Cristo



Scritto durante il congresso di Rimini è un testo  di qualche anno fa del 1998.
Il rapporto con se stessi, con Dio, con la comunità. Un cercarsi per trovarsi nella fraternità per farsi dire da Cristo attraverso la collettività come essere per diventare veramente liberi.
Lavorare su se stessi facendosi aiutare e fare scelte definitive è difficile ma nasconde in se il vero senso e anche lo scopo della vita. 
Le comunità aiutano ad essere veramente liberi, a mettersi di fronte alla vita e capire che questa è una propria responsabilità.
Parole come : libertà, fraternità, felicità, responsabilità e destino vengono spiegate nella loro radice più autentica, quella cristiane che si basa sulla scelta di preferire Cristo al mondo per vivere nel mondo come Cristo vuole da chi decide di seguirlo.
Ogni giovane dovrebbe leggerlo!

giovedì 10 marzo 2022

SALE NON MIELE-Luigi Maria Epicoco

 "Siamo chiamati ad essere sale non miele"

Sale non miele


Un capovolgimento del modo di vedere il nostro rapporto con Dio partendo da quello che abbiamo con gli altri. Amore gratuito che non può essere merce di scambio né può essere comprato con una qualche brava intenzione.
Il sale brucia sulle ferite consentendo di rimanere se pur piagati senza marcescenza.
Passi evangelici che intersecano la vita quotidiana per dare una contemporaneità alla 'Parola" per non lasciare che resti chiusa in un libro o in una comune omelia domenicale. La parola si incarna nel presente e nel quotidiano, nei gesti concreti verso gli altri, perché il Signore viene a visitarci nelle nostre infermità, nelle nostre storture senza chiedere nulla in cambio. L' amore è gratuito sempre e comunque e aprire la mente a questo apre anche una porta verso una nuova comprensione di noi stessi; la speranza, la fede , la Carità non sono virtù dei grandi Santi, non occorre fare grandi gesti plateali, basta solamente accettarli nelle nostre vite così come siamo e lasciare che la Grazia entrando faccia il resto. Abbandonarsi a Cristo che scende nella terra della nostra umanità per risollevarci e farci risorgere.

sabato 29 gennaio 2022

Cristo la Grotta: un ricordo che ritorna

Cristo la grotta

 "Cristo la grotta"

Questa sera sono uscito di casa, deciso ad affrontare i freddo siberiano, per svolgere alcune incombenze che non potevo procrastinare oltre. Si sa, se deve pur magna'!
Gironzolando un po' in giro cercando di trovare varie scorciatoie e così rimanere meno possibile all' addiaccio mi sono imbattuto in una vecchia chiesetta, un po' fuori mano se vogliamo, ma molto carina e pittoresca. Si tratta di un piccolo locale ricavato da uno scavo nella roccia sul quale è stato piazzato un tetto spiovente. Questo luogo i nostri nonni lo chiamavano 'La grotta" proprio per la sua somiglianza ad un piccolo sepolcro dentro il quale giace già da tanti decenni un simulacro molto suggestivo di Cristo morto.
Quando ero piccolo mia madre mi ci portava spesso e io rimanevo molto suggestionato dall' ambiente, dalla statua, anche perché l' entrata è sottoposta al pavimento stradale per cui bisogna scendere alcuni gradini per entrare in chiesa e questo contribuisce ad avere una prospettiva diversa delle cose.
Quindi sono entrato, e ne ho anche approfittato per ricevere un sacramento che ogni tanto serve a rinfrescare l' anima, la mente e a farmi ritornare alla normalità di una esistenza più umile quando per qualche motivo dimentico di essere fatto di carne.
Prima di uscire mi sono avvicinato alla statua che tante volte da piccolo avevo visto dal basso. Mi ricordo che allora mia madre mi prendeva in braccio per farmi vedere anche il viso che data la mia modesta altezza di allora mi era precluso.
Rivedere dall' alto questo Cristo mi ha fatto risentire un po' bambino e mi ha ridato quella sensazione di quei tempi, quando i problemi erano solo le facezie degli infanti.
Adesso tutto è cambiato, i problemi della quotidianità sono differenti, sono proporzionati all' altezza evidentemente, ma rivedere questo' uomo, quest' immagine di amore sofferto mi fa sempre bene. Avere la sensazione di essere stato e ancora essere amato così profondamente e gratuitamente è davvero un balsamo per l' anima. Questa chiesetta è stata pensata davvero bene, i nostri avi erano dei teologi di fatto, illuminati sicuramente dallo Spirito. "Scendere per risalire" in quella grotta avviene questo devi scendere i gradini per lasciare in quel sepolcro sotterraneo la tua alterigia, la superbia, vedere un morto che ti ha amato sino all' estremo e risalire più leggero con un cuore più ampio capace di raccogliere le emozioni del passato e quelle future.
Così con questi pensieri ho rimesso in testa il mio berretto e sono uscito di nuovo al freddo pungente di questa serata invernale ma con il cuore sicuramente più caldo.