domenica 2 novembre 2025

2 novembre - giorno dei vivi

 Ognuno l' ha davè chissà creanza...
Cimitero


È stata una giornata davvero pesante  uggiosa, piena di impegni e di strada percorsa.
Il tutto amplificato dalla ricorrenza che riporta alla mente i tempi passati, i volti di chi vorresti ricordare più vividamente ma che il tempo lentamente scolora nei cassetti della memoria.
Muoversi nel cimitero non è che sia poi così esilarante, ma è un modo per pensare alla vita in maniera più profonda.
Questo di fermarsi a pensare in un' epoca dove tutto è effimero e digitale diventa qualcosa sempre più difficile da fare. Perciò il fatto che queste ricorrenze ti obblighino a farlo è una cosa positiva.
Certo i morti non hanno bisogno dello smartphone o dei reel, neanche delle faccine o dei likes. I morti rispondono alle domande sempre col silenzio e devi essere tu ad interpretarlo. A volte questi nostri avi taciturni riescono a fare un gran chiasso se ti fermi ad ascoltare. E quindi, tutto poi, si riflette su te stesso che vai lì a cercare risposte. 
Un giorno per il silenzio, per l' ascolto, per rimanere "connessi" con la vita reale, con noi stessi.
Ogni anno purtroppo ti rendi conto che i parenti che preferiscono il silenzio sono sempre di più, ma per farne il focus sei tu che ti devi fermare a pensare. 
E loro pare che ci dicano con Totò:
"So fesserie che fann e viv. Nu simme serie appartnimm a muort!"
La morte è una livella si sa e pure io entrando in quel luogo ho dovuto togliere il berretto...



sabato 25 ottobre 2025

Catechismi on line e persone poco cortesi...

 Chiede è lecito, rispondere è...


Porte sbarrate


I vecchi adagi non mentono mai a quanto pare.
Oramai tutte le attività umane si stanno trasferendo sulle piattaforme on line e anche la Chiesa finalmente ha compreso che occorre muoversi lì dove le persone quotidianamente sostano.
Usare i social per divulgare la parola di Dio può essere una cosa buona ma...
A volte ci si dimentica della differenza che passa tra servire il Signore e servirsi del Signore. La differenza è sottile ma fondamentale per chi vuole essere d' aiuto agli altri.
Vi racconto una storia:
Dato i miei post sui social evidentemente qualcuno ha pensato che potessero interessarmi degli incontri( virtuali) catechistici e quindi sono stato contattato da varie persone che mi invitavano a partecipare a queste loro attività. Per molto tempo non ho fatto caso e non mi sono interessato. La settimana scorsa, però, visto l' appello di una signora particolarmente educata mi sono convito a fare una prova e farmi inserire in uno di questi incontri.
All' inizio la cosai sembrava pure abbastanza interessante. 
L' argomento trattato era la nuova venuta del Messia discutendo sui modi in cui dovrebbe ritornare sulla terra se in forma incarnata o spirituale.
A dire il vero l' argomento non è che mi interessi più di tanto. Se saremo vivi lo vedremo, se saremo già morti l' avremo già saputo data la partecipazione all' onniscienza divina. Vabbè tagliamo la testa al toro altrimenti il post diventa ancora più noioso.
Il fatto è che fino a quando i "catechisti" discutevano e parlavano tra di loro e propinavano i loro ragionamenti (anche abbastanza opinabili a dire il vero) tutto andava bene.
A un certo punto però mi sono sentito in diritto, visto che loro mi hanno contattato e loro mi hanno inserito nel gruppo), di dire il mio pensiero e fare delle sottolineature che credevo interessanti come l'agire nell' eternità di Dio e il fatto che la negazione del verbo potere non può e non deve sussistere a fianco della parola Dio( è onnipotente e basta!)
Il risultato di questo mio fare, e sapete oramai che un bislacco è sempre tale in ogni circostanza, è stato il mio allontanamento coattivo dalla chat.

ALLA FACCIA DEL CATTOLICESIMO E DELL' INCLUSIONE!!!

Ora non è che ne la sia presa, figuriamoci, fino ad allora avevo evitato di partecipare perché più o meno sapevo che poteva finire così. Conosco i miei polli! Quasi tutti i catechisti laici che conosco non accettano che qualcuno li "disturbi" durante le loro elucubrazioni. Ma qui si trattava semplicemente di rispondere a qualche domanda o affermazione, non avevo mica intenzione di scrostrarli dalla loro "cattedra".
E alla fine sotto il mio berretto la massima che ne esce...
Tutti in qualche modo abbiamo stimato Papa Francesco e quello che diceva, ma mettere in pratica i suoi consigli, quello, è un tantino più difficile!

venerdì 24 ottobre 2025

FRANKENSTEIN: IL MODERNO PROMETEO- Marie Shelley

 "Strana cosa è la conoscenza! Quando si è impadronita della mente, si abbarbica ad essa come un lichene alla roccia."

Frankenstein

Racconto veramente interessante, nato da una sfida letteraria tra Marie Shelley (autrice ), Percy Shelley e Lord Bayron, divenne in breve tempo un libro conosciuto da tutti.

Chiunque oramai conosce la creatura che erroneamente è chiamata Frankenstein. Erroneamente perché Frankenstein è il cognome dello scienziato che lo crea. In realtà la creatura mostruosa che prende vita dagli esperimenti dello scienziato non ha nome. Questo fatto sottolinea maggiormente lo scopo di questo sfogo letterario della Shelley, il diverso, reietto dall' umanità e evitato da tutti, non merita neanche un nome. Il suo stesso creatore lo abbandona al primo alito di vita che gli dona, perché capisce la mostruosità che ha fatto nel mettersi al posto del Creatore vero.
Frankenstein


Il racconto che segue un sistema epistolare ha un triplice io narrante: l' esploratore, lo scienziato e la creatura stessa. E tutti sottolineano il problema della diversità e dell' emarginazione degli incompresi.
Molto interessante il parallelismo, che spiegato la creatura, tra lui e Adamo primo uomo. Dio può creare Adamo in quanto Onnisciente e quindi aprioristicamente conosce le  conseguenze di quell' atto creativo, a differenza dello scienziato che non può prevedere nulla e scatena così conseguenze incontrollabili.
Tutto termina in maniera tragica ed è da considerarsi un vero monito per tutti coloro che si apprestano allo studio delle scienze senza un rigore morale e senza coscienza.
Un racconto molto bello davvero del quale con immaginavo le profondità.




sabato 11 ottobre 2025

Visitare gli ammalati oggi: un atto di misericordia dimenticato

 Ricordiamo le opere di misericordia corporale che non fa mai male.




Si potrebbe parlare per ore di questi punti e non solo da un punto di vista religioso. 
Tutto questo si potrebbe condensare col comandamento dell' amore; si, quello che recita: "ama il prossimo  tuo come te stesso".
Ma non è di questo che vorrei parlare questa sera di sabato dal comodo divano di casa. Mi fermerei solo su di uno di questi sopra citati, esattamente quello che suggerisce di andare a trovare chi non sta bene.
Visitare chi è ammalato. Ma cosa vuol dire realmente questa frase?
Visitare, andare a trovare qualcuno si, ma stranamente questa parola si usa anche per indicare la manipolazione che ha il medico per comprendere il paziente come stia, che sintomi abbia e tutto questo per indicargli una cura da seguire, per sollevarlo da quella posizione, tirarlo su.
Quindi questo verbo condensa due atteggiamenti, quello del portarsi verso il malato e quello di curarlo se non proprio farlo guarire( mi riservo di spiegare meglio il concetto un' altra volta).
La seconda parte, la parola "ammalati" apre uno scenario immenso e devastante.
I malati lo sono nel corpo, nella mente, nello spirito e in tutti e tre i livelli interi.
Come prendersi cura quindi di chi non sta bene? Prima di tutto cercando di capire quale sia il suo problema.
Ma chi cavolo lo ha detto che a una persona ammalata non bisogna chiedere come si sente? Se glielo chiedo vuol dire che mi sto interessando di lui.Vuol dire che metto a sua disposizione il mio tempo, un frangente della mia esistenza per occuparmi dei suoi problemi. Come può una persona essere infastidito di questo mio atteggiamento? 
Non ascoltate chi vorrebbe farvi desistere dal mettervi a disposizione degli altri. Non è una persona per bene!
Chiedete di partecipare al suo pensiero, entrate nella sofferenza dell' altro. Si chiama compassione! Un sentimento inventato da Gesù Cristo. Visitare gli ammalati, chiedere come si sentono, toccarli significa toccare la Carne di Cristo, diventare per qualche istante il loro Cireneo
Le opere di misericordia corporale servono per togliere lo strato di letame che lentamente e inavvertitamente ci sta soffocando e far riemergere l' umanità.
Occorrono scarpe robuste e fare molta strada per essere persone. Bisogna arrivare fino a chi ti sta vicino, chinarsi su di lui togliersi il berretto e chiedergli: " si vabbè! Ma oggi come ti senti?"





venerdì 10 ottobre 2025

Sfoghi letterari

 Credo di avere una necessità di scrittura questa sera.
Madonna del Rosario


Per me scrivere significa appoggiare su un letto di parole il mio sentire dopo una giornata particolarmente pesante o intensa di vicissitudini.
Ti sembra che vada tutto bene, naturalmente si fa per dire, e poi incominciano a pervenire notizie, situazioni e vicende che ti abbassano il morale. Arrivi a sera e c'è l' hai così basso che vorrebbe cercare un bonsai per impiccasi(è una frase di Baglioni questa).

Poi, sei "costretto" a partecipare a un funerale, mestizia che avresti tranquillamente evitato in questo giorno e ti raccontano di come possa essere strana la fine di una persona.
Alcuni la chiamano " morte santa" quando si è chiamati senza preavviso e quasi dolcemente e te ne vai in punta di piedi senza dare troppo "fastidio" come si usa dire dalle mie parti. Con l' ultimo bacio alla Vergine, si quella del Rosario.
" A  Te l' ultimo bacio della vita che si spegne" recita la Supplica alla Vergine di Pompei evidentemente così deve essere stato .
Un altro si è tolto il berretto davanti all' inevitabile. Perché ci sono cose che non puoi controllare né prevedere e che puoi soltanto accogliere senza lamentele e senza strepiti.
E così, stasera,  mi ritrovo a comporre queste righe sul divano, sotto una luce tenue, malinconica anche lei, col mio gatto sulle gambe. Lui non è malinconico, lui non si fa poi tanti problemi, basta una ciotola di cibo, un po' d' acqua, la copertina e ogni tanto una mia piccola carezza. Per lui va bene così, non si preoccupa del futuro, di qualcosa che ancora non esiste. Vive e basta, se lo fa bastare.
Ammetto che a volte lo invidio!

sabato 4 ottobre 2025

Weltanschauung flottilla e visione del mondo

 
Weltanschauung, flottille, percezione, guerre, pace, governo


Molti pensano che la scuola sia il luogo della cultura, dove imparare le cose.
Vado a scuola e mi insegnano la storia d' Italia o le battaglie di Napoleone; la matematica, a capire gli atomi o il citoplasma delle cellule.
Io però non la vedo così. Troppo semplice per una mente bislacca!
Una volta un mio collega di studi alle superiori esordi in un' interrogazione dicendo che non avesse alcun senso conoscere le vicende della battaglia di Waterloo se poi lui doveva progettare un impianto elettrico per una palazzina di due piani. A cosa potrebbe servire conoscere gli spostamenti della cavalleria napoleonica mentre stai calcolando la sezione della linea montante di un impianto civile.
Se fosse davvero così, se il sapere delineasse semplicemente il mio profilo culturale, allora il mio amico avrebbe avuto ragione. 
Ma non è così, non lo è mai stato. Fosse così la scuola è l' istruzione in genere sarebbe profondamente discriminatoria tra chi impara e chi pratica. Le scuole professionali assolverebbero a compiti totalmente diversi dai licei dove l' esperienza è del tutto intellettuale.
Non è così, non può essere, non deve esserlo in un paese che si definisce libero e democratico. 
La cultura e la scuola servono per fare comprendere all' individuo la sua situazione, nel senso letterale della parola. Capire dove sei situato, in che ambito politico, sociale, religioso, familiare, personale.
Non è una cosa tanto scontata. La storia serve per capire da dove vieni perché tutto ciò che sei è il risultato delle vicende che ti hanno preceduto e tu sei il riassunto di tutta la conoscenza che in qualche modo ha influenzato tutto il tuo organismo e il tuo modo di pensare.
La tua posizione nel mondo è la prospettiva da cui lo guardi dipendono dalle influenze esterne che ti pervadono.
Non sei e non sarai mai un' isola nel mondo, neanche se te ne vai a fare l' eremita sul cucuzzolo di una montagna, perché potrai fermarti e rimanere invariato per il resto della vita ma quello che sei al momento in cui ti stacchi dal mondo è già stato influenzato dal tuo vissuto, dal tuo sguardo, da quello che hai letto, ascoltato, imparato.
Sentiamo più forte l' incertezza del momento a causa di queste guerre e ci sembra che ci siano più vicine, ma solo perché i media ne parlano sempre. La cosa fa notizia e tutti ne parlano e hai la possibilità di farti una coscienza sul fatto, di avere un' opinione.
Si muove una flottiglia di civili che non vogliono stare solo a guardare e con coraggio si mettono in moto e tutti ne discutono: in bene, in male, non importa come, ma va bene perché puoi pensarci situarti rispetto al problema.
Però nel mondo ci sono più di 50 conflitti, guerre di cui nessuno parla e che conoscono solo alcuni, una piccola élite di intellettuali o giornalisti che se ne interessano. Nessun parlamento né discute, nessun giornale o notiziario ne fa notizia se non per casi eccezionali, magari quando una suora viene uccisa a colpi di macete e poi niente. Ma anche lì ci sono morti, vedove, bambini senza pane, carestie. E la nostra posizione di fronte a loro? La nostra "weltashuung"? Come li vediamo questi mondi che idea ne abbiamo? Quale flottiglia si muove per loro? Dove sono le mobilitazioni, gli scioperi generali per tutti gli innocenti che muoiono dimenticati e sconosciuti da tutti?
C' è una grande ipocrisia nel mondo:

SUDAN--150.000 MORTI

YEMEN--377.000 MORTI

MYANMAR -- DECINE DI MIGLIAIA DI MORTI

E questi sono solo alcuni dei focolai. Ce ne sono ovunque e qual' è la nostra percezione di tutto questo? In che posizione ci mettiamo. Per l' ucraina o la Palestina è abbastanza semplice farsi un' idea, scegliere da che parte stare, ma per gli altri? Non sappiamo nulla, non ci fanno sapere nulla. Conflitti di serie B? Morti di serie B, bambini di serie B.
Dove sono le flottille, dov'è l' indignazione, le sanzioni, i movimenti popolari che scendono in piazza e occupano strade, porti, ferrovie.

L' opinione pubblica è pilotata anche in questo. Certo davanti agli uomini della flottiglia io mi tolgo il berretto. Davanti a uomini e donne che disarmati affrontano un esercito in mare a rischio della vita. Li considero eroi. Hanno fatto quello che dovevano fare i governi che ci rappresentano, dimostrando ancora una volta che i potenti stanno da un' altra parte, per i fatti loro.
Ma qui è in discussione un' altra cosa. C' è da chiedersi qual' è la mia posizione nel mondo e qual' è la percezione che io ho dell' umanità. Devo rispondere a questa domanda, cercarne un sunto per capire e per capirmi.
Io chi sono!



giovedì 7 agosto 2025

PSICHE & THANATOS - Tommaso Corona

 "La dignità umana non è un' lusso, ma una necessità, anche nelle situazioni più estreme"

PSICHE & THANATOS


Un libro interessante e molto articolato che dimostra una grade preparazione dell' autore nel campo della psicologia e della comunicazione. Ad un primo impatto potrebbe sembrare una testo dedicato specificatamente alle forze armate ma che in realtà tocca tutti i punti della comunicazione e che può essere utilizzato da chiunque per capire se stessi e gli altri.

L'autore, ci suggerisce un viaggio nel mondo della comunicazione interpersonale, della psiche umana, delle convinzioni personali che influenzano i pregiudizi che abbiamo degli altri. Le euristiche, i bias cognitivi sono si presentati per capire questioni pratiche relative ai contesti militari( ma che possono riguardare tutti i tipi di interrogatori) ma sono anche la chiave di comprensione per capire noi stessi quando ci troviamo a contatto con gli altri e altri modi di pensare.

Un saggio che fissa il lettore su se stesso e il proprio rapporto con gli altri.

Un aspetto che mi ha favorevolmente incuriosito è il concetto di empatia che si dovrebbe instaurare tra interrogatori e interrogati, dato il contesto militare bellico in questione, che sottintende all' inimicizia tra le parti l' umanità e il rispetto che non dovrebbe mai essere dimenticata. Una pericope tratta dal capitolo su un noto caso di reclusione forzata è la chiave di lettura di tutto il testo: " Mente e cuore collaborano per trovare significato anche nelle situazioni più difficili, mostrando come l' essenza dell' essere umano risieda nella capacità di creare bellezza, connessione e forza interiore persino nei luoghi più bui".


Un testo che mi è molto piaciuto e che consiglio vivamente.