Credo di avere una necessità di scrittura questa sera.
Per me scrivere significa appoggiare su un letto di parole il mio sentire dopo una giornata particolarmente pesante o intensa di vicissitudini.
Ti sembra che vada tutto bene, naturalmente si fa per dire, e poi incominciano a pervenire notizie, situazioni e vicende che ti abbassano il morale. Arrivi a sera e c'è l' hai così basso che vorrebbe cercare un bonsai per impiccasi(è una frase di Baglioni questa).
Poi, sei "costretto" a partecipare a un funerale, mestizia che avresti tranquillamente evitato in questo giorno e ti raccontano di come possa essere strana la fine di una persona.
Alcuni la chiamano " morte santa" quando si è chiamati senza preavviso e quasi dolcemente e te ne vai in punta di piedi senza dare troppo "fastidio" come si usa dire dalle mie parti. Con l' ultimo bacio alla Vergine, si quella del Rosario.
" A Te l' ultimo bacio della vita che si spegne" recita la Supplica alla Vergine di Pompei evidentemente così deve essere stato .
Un altro si è tolto il berretto davanti all' inevitabile. Perché ci sono cose che non puoi controllare né prevedere e che puoi soltanto accogliere senza lamentele e senza strepiti.
E così, stasera, mi ritrovo a comporre queste righe sul divano, sotto una luce tenue, malinconica anche lei, col mio gatto sulle gambe. Lui non è malinconico, lui non si fa poi tanti problemi, basta una ciotola di cibo, un po' d' acqua, la copertina e ogni tanto una mia piccola carezza. Per lui va bene così, non si preoccupa del futuro, di qualcosa che ancora non esiste. Vive e basta, se lo fa bastare.
Ammetto che a volte lo invidio!
