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domenica 2 novembre 2025

2 novembre - giorno dei vivi

 Ognuno l' ha davè chissà creanza...
Cimitero


È stata una giornata davvero pesante  uggiosa, piena di impegni e di strada percorsa.
Il tutto amplificato dalla ricorrenza che riporta alla mente i tempi passati, i volti di chi vorresti ricordare più vividamente ma che il tempo lentamente scolora nei cassetti della memoria.
Muoversi nel cimitero non è che sia poi così esilarante, ma è un modo per pensare alla vita in maniera più profonda.
Questo di fermarsi a pensare in un' epoca dove tutto è effimero e digitale diventa qualcosa sempre più difficile da fare. Perciò il fatto che queste ricorrenze ti obblighino a farlo è una cosa positiva.
Certo i morti non hanno bisogno dello smartphone o dei reel, neanche delle faccine o dei likes. I morti rispondono alle domande sempre col silenzio e devi essere tu ad interpretarlo. A volte questi nostri avi taciturni riescono a fare un gran chiasso se ti fermi ad ascoltare. E quindi, tutto poi, si riflette su te stesso che vai lì a cercare risposte. 
Un giorno per il silenzio, per l' ascolto, per rimanere "connessi" con la vita reale, con noi stessi.
Ogni anno purtroppo ti rendi conto che i parenti che preferiscono il silenzio sono sempre di più, ma per farne il focus sei tu che ti devi fermare a pensare. 
E loro pare che ci dicano con Totò:
"So fesserie che fann e viv. Nu simme serie appartnimm a muort!"
La morte è una livella si sa e pure io entrando in quel luogo ho dovuto togliere il berretto...



giovedì 1 dicembre 2016

Giobbe riceve Giobbe rende

Il libro di Giobbe
una storia molto intensa
di un uomo che aveva avuto tutto dalla vita
e che cadendo in disgrazia
perde tutto.
A volte capita anche a me
di avere la paura di perdere
le cose belle che ho trovato
lungo il corso della mia esistenza.
E mi domando sarei io in grado
di ripetere la frase di Giobbe?
" Il Signore ha dato,
Il Signore ha tolto,
sia fatta la Sua volontà! "
Sono davvero a questo livello
di arrendevolezza alla volontà di Dio?
la cosa è molto più difficile di quanto sembri.
Da piccoli potevano pure
non darti mai una caramella,
ma una volta data,
perdere quella dolcezza
diventava un vero tormento.
Forse le cose non sono cambiate
o forse sono io che ancora oggi
non sono cresciuto abbastanza?
Ho cominciato a scrivere ieri sera questo pezzo
e stamattina non lo sento ancora terminato in me!
Ma la tristezza l'ascia il passo
alle faccende del giorno
che coprono questi pensieri...
Cercherò una risposta in un altro capitolo
della Bibbia o della vita!