Sono più di dodici ore che piove incessantemente tra vento e freddo.
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| Kafka sulla spiaggia |
Non ha smesso neanche un secondo da stamattina, un mostro arrabbiato d' inverno che batte sulle tapparelle nuove a voler entrare dalle finestre chiuse.
Continua a bussare senza sosta; mendicante o ladro che attenta al mio tepore domestico. È una lotta impervia tra gli infissi che tentano di arginarlo e i radiatori.
Strana parodia della vita. Siamo in queste case stipati in scatole di pietra e mattoni per difenderci dalla natura a volte matrigna a volte la più tenera delle madri.
Attraversi tempeste che non avresti mai pensato di poter affrontare e quando riesci a superarle ti rendi conto che sei oltre e che devi guardare avanti perché dinanzi appaiono altri mostri in lontananza che nella foschia dell' ignoto potrebbero presentarsi all' improvviso.
Devi esserci, sempre e comunque, essere lì, nel presente. Tutta la partita si sta giocando qui in questo eterno presente.
Si lo so, sono pensieri in fuga che evadono da una mente bislacca escono dal berretto e questo mi pare l' unico modo per tentare di afferrarli, bloccarli, inchiodarli su un supporto che non.li lasci andare via.
Il vento continua a bussare senza sosta, piange il cielo inquinato, sembra davvero arrabbiato con l' umanità. Cosa ti abbiamo fatto? Ti abbiamo appesantito con i nostri fumi, con gli acidi, il piombo delle nostre ciminiere. Tutti colpevoli, ti abbatti su di noi, sulle nostre case, sulle mie tapparelle nuove che ho appena terminato di pagare.
Ma passerà. Passa tutto prima o poi, basta aspettare...o forse è questa la cosa più difficile da fare. L' attesa inerme! Cosa può un uomo così piccolo davanti agli elementi.
Ironia della sorte : dall' altra parte del pianeta in risposta a quest' acqua incessante si abbatte il fuoco sulla gente, gli animali, le case...le tapparelle!!
Mi rendo conto che sono fortunato....







