domenica 14 novembre 2021

Tolstoj e la bellezza,ovvero...i baffi delle donne


 Sento parlare di nuovi canoni di bellezza, magrezza, centri estetici, ragazze rovinate nella psiche per aver dato retta ad influencer dalla dubbia o inesistente preparazione culturale. Un discorso quanto mai lungo che non credo avrà mia fine o comunque una conclusione certa. Poi torni indietro nel tempo, perché questo riescono a fare i libri, i romanzi storici. Vai al tempo di Napoleone, attraverso Tolstoj e ti accorgi di quanto sia effimero l' animo umano in certe circostanze, su certi argomenti. 

Altro che centri d' estetica, cerette, depilazioni laser e quant' altro, nel 1800 le donne più belle erano considerate quelle con i baffi, in "Guerra e Pace" più volte il romanziere si sofferma sulla peluria del volto  e soprattutto del labbro delle dame del tempo e più le considerava belle, più ne accentuava il particolare.

Insomma tutto cambia al cambiare dei costumi, del resto si sa: "Donna baffuta sempre piaciuta" recita un vecchio adagio popolare, forse perché ai tempi i nostri nonni no avessero né i mezzi né il tempo per pensare a certe cose.

Allora c' è da chiedersi se realmente la bellezza sia soggettiva oppure no. È bello ciò che è bello oppure è bello ciò che piace? E chi può dirlo.

Però la cosa mi incuriosisce parecchio perché i tempi cambiano e oggi donne coi baffetti non se ne vedono più ( per fortuna direi). Ma allora cosa spinge una persona ad essere attratta da un' altra se i canoni di bellezza cambiano così francamente.

Misteri umani che resteranno insoluti...mah!E insomma non fissatevi più di tanto però, i miei gatti li hanno sempre avuti e non ne fanno una malattia!

Marzullo direbbe:" È meglio una donna senza peli sulla lingua o senza peli sulle labbra?

Fatevi una domanda e datevi una risposta😂


giovedì 11 novembre 2021

L' idiota- Fedor Dostoevskij


 Intenso, profondo, coinvolgente.

Certo a tratti pesante per i contenuti emotivi in cui ci si ritrova avviluppati. 

Un uomo definito idiota che porta in sé i più grandi ideali del cristianesimo.

La lettura procede fluida sino al momento di una crisi epilettica, dove il lettore è portato dallo stile di Dostoevskij ad accelerare istintivamente di pari passo col turbinio di emozioni, turbamenti e immagini sperimentate dal protagonista. La crisi del mal caduco risolve il problema del suo tentato omicidio, provvidenziale direi, un aiuto dall' alto, un occhio nascosto che in qualche modo aiuta il giusto.

Ancora una serata dove tutti o quasi tutti i personaggi confluiscono a casa del principe. Al centro una vera e propria truffa ai danni del protagonista, sventata e mostrata a tutti per la sua bassezza alla fine diventa motivo di sconforto e stizza da parte di tutti. Ancora una volta il giusto si ritrova solo contro tutti, anche qui si può rilevare una certa similitudine col Cristo.

Una cena di presentazione, inoltre, in alta società lo ridicolizza se pure il suo intervento strabilia positivamente tutti i commensali

E dopo tutte le vicissitudini, un fiume in piena di avvenimenti in un lasso temporale molto ristretto, arriva il delitto, quasi inaspettato eppure temuto sin dall' inizio. Una vicenda che riporta ognuno al proprio posto: l' assassino in prigione, i parenti nelle loro situazioni, l' idiota in una casa di cura...da dove era venuto fuori!

Il principe Myskin siamo tutti noi quando la vita ci piega e non riusciamo a farci comprendere, a fare comprendere a gli altri il nostro punto di vista, il nostro vissuto eppure nella nostra mente il tutto ci pare così facilmente intellegibile. 

Hermann Hesse lo descrisse "Un libro terrificante" per la sua schiettezza emotiva e così è!

Un racconto assolutamente straordinario!

domenica 24 ottobre 2021

Le notti bianche- Fedor Dostoevskij

 


Un volumetto particolare,

tre racconti interessanti: Le notti bianche, le tappe della follia e il primo amore, dei quali rilevo più interessante il terzo, molto romantico e intenso. Gli altri due vorrei considerarli meno, mi sono sembrati quasi un esercizio letterario più che dei capolavori di narrativa. Naturalmente l' opinione è personale di un appassionato di lettura e non di un letterato esperto. Non me né voglia nessuno, ma non lo reputo certo tra i migliori scritti da questo meraviglioso autore che comunque amo tanto. 

Vale comunque la pena leggerli per avere una visione d' insieme sul tipo di scrittura dell' autore.





martedì 19 ottobre 2021

Madame Bovary - Gustave Flaubert

 



Ho riletto questo libro, volevo ricordare il perché mi piacque tanto la prima volta.

Adesso ricordo benissimo, effettivamente bisognerebbe che tutti lo leggessero.Pieno di emozioni, sensazioni, delusioni che ognuno di noi è portato a conoscere nel cammino della vita.

Una volta un noto personaggio televisivo disse: " Da Flaubert in poi tutti cerchiamo la nostra Madame Bovary " . Credo avesse ragione, anzi di più! Tutti siamo prima o poi Emma nel corso della vita. Nelle nostre insoddisfazioni, la noia della routine a volte, i sogni di evasione si fanno assomigliare  a lei, ci partecipano dei suoi sentimenti. Ma anche il signor Bovary non è da meno. A volte inetti, altre indifesi dalle vicende che ci sorprendono impreparati, cerchiamo una consolazione, un amore in cui riversare la tristezza, assolutamente inermi e incoscienti vi ci immergiamo completamente ignari di tutto.

Un libro stupendo.

Il mattino si vede dal buongiorno...o viceversa

Fermata autobus

 Ieri mattina ho accompagnato mio figlio alla fermata degli autobus. Doveva partire per ritornare nella città che lo sta momentaneamente ospitando in attesa di prendere questa sospirata laurea

L' alzataccia  alle 5 di mattina di Lunedì non è proprio il massimo né per gli studenti, né per gli accompagnatori e perfino l' auto durante la messa in moto mi pare abbia fatto un verso che assomigliasse molto all' onomatopeia " chi-to-fa-fa". Comunque presi armi, bagagli , studenti e sbadigli ci siamo immersi in questo manto oscuro del buio che precede l' alba autunnale. 

Alla fermata siamo rimasti in auto ad aspettare il mezzo, come sempre in ritardo. 

Mi piace osservare le persone nei loro momenti più spontanei e, li, a condividere la nostra sorte ne stazionavano parecchie, tutti infreddoliti, con le loro nuvolette "sbadigliose" meno fortunati di noi, evidentemente, visto che a loro non era concesso di ripararsi dal freddo. Alcuni erano già lì, altri arrivavano, uno alla volta, ognuno per i fatti suoi, ognuno a pensare, forse, alla propria giornata che stava per avere inizio. Tutti erano silenziosi, asciutti di parole.

Ritenuto giunto  il momento di tirare fuori i bagagli dall' auto, sono uscito e girandomi intorno ho tirato fuori il mio " buongiorno!" Notando inconsapevole, che ero stato l' unico a fare questa cortesia. Al che tutti, come ridestati dal torpore ottobrino, mi hanno risposto. In un attimo ho visto un cambiamento radicale, questo piccolo crocchio di gente come formiche disturbate, si sono messe al "lavoro", scambiandosi sorrisi cortesi, spostandosi dalla loro inamovibilità. Credo che con questo semplice augurio, questa comunissima parola, abbia dato il via a quella giornata che sembrava volesse rimanere sotto il limbo della pensilina della fermata.

Ho capito l' importanza di questo saluto, del suo potere di riallineare le cose, di farle partire. 

Credo che occorra riscoprire i vecchi adagi e forse rielaborarli per il nostro nuovo modo di vivere:

"Il buongiorno si vede dal mattino si, ma anche il mattino si vede nel



buongiorno".

Auguriamocelo più spesso! Chissà forse funziona per davvero! 

domenica 10 ottobre 2021

IL CAVALIERE DEL GIGLIO ( Carla Maria Russo)

 


Ho appena finito di leggerlo. Un libro stupendo, ricco di storia, di vita, sentimenti. Davvero scritto bene.

Avevo notizie solo sommarie su Farinata Degli Uberti, risalenti a reminescenze scolastiche dell' opera dantesca. Le gesta di quest' uomo reso famoso dal "Sommo" non sono praticamente reperibili data la dannatio memoriae che i suoi postumi guelfi gli hanno riservato. Questo libro basandosi su documenti attendibili ricostruisce le sue meravigliose vicende. 

Dal punto di vista letterario, Carla Maria Russo, scrive in maniera molto piacevole e gustosa. Dopo aver cominciato non avevo più voglia di smettere.

Sono davvero contento di averlo letto.


martedì 5 ottobre 2021

Il senso dei social

 


Ritorno per caso sulla pagina di un mio vecchio conoscente. Un signore interessante: poeta, girovago, si potrebbe definire un saggio. Tanti ricordi in versi mi riaffiorano alla memoria, i suoi commenti sotto i miei scritti, a volte taglienti, altre volte più mansueti. 

La cosa che mi salta subìto all'occhio è la quantità enorme di auguri fatti per il suo compleanno. Chi gli scrive di volerlo abbracciare, chi si scusa perfino del ritardo ( è evidente che ha aperto il portale il giorno seguente e ha letto la notifica che glielo ricordava). Tutto molto bello, tutto interessante e penso quanto siano cambiati i tempi, come sia possibile adesso comunicare con chiunque in qualsiasi parte del globo, in breve tempo o come si dice adesso in " tempo reale" come se potesse esistere un tempo finto. Scrollo ancora più in basso  e mi accorgo che questo si verifica tutti gli anni addietro nella stessa data, a parte qualche commento un po' più lungo, più appassionato, il resto tutto uguale: auguri, scuse e frasi di convenienza senza troppi sentimenti. Il problema qual' è direte voi, in fondo facciamo tutti cosi, l' importante è il pensiero si dice comunemente.

La stranezza sta nel fatto che questo signore è deceduto circa 10 anni fa e il suo profilo è rimasto aperto in sua memoria su volontà dei parenti suppongo. Ora, a parte qualcuno che gli sarà stato veramente vicino, gli altri ogni anno vanno li, automaticamente, spinti dalle notifiche del sistema che ricorda loro la data di nascita di quest' uomo.

Non voglio aggiungere altro e neanche scrivere una prosopopea sulla necessità di questi social, del resto lì uso anche io e anche io a volte faccio gli auguri su richiesta dei sistemi che me li ricordano. Soltanto da ora in poi me ne rammenterò quando li riceverò anch'io... Spero da vivo almeno.