Un libro gustosissimo
Un riparo tranquillo per pensieri in cammino di un bislacco peripatetico...
sabato 19 febbraio 2022
Così parlò Bellavista- Luciano De Crescenzo
mercoledì 16 febbraio 2022
Green Pass...neanche Napoleone è arrivato a tanto!
Essendo un bislacco,si sa,sono sempre alla ricerca di qualcosa di stravagante che mi faccia riflettere. Devo dire però che questa volta la politica italiana mi ha veramente impressionato. Normalmente non commento più di tanto le norme e i provvedimenti che adottano i nostri parlamentari né tantomeno quelli del governo e questo perché se ne parla già abbastanza sui media e anche sui social.
Questa volta voglio fare un' eccezione solo perché lo spunto mi è venuto da una situazione comune, un episodio di vita normale che però mi ha fatto riflettere sull' assurdità di alcuni provvedimenti che potrei definire ( beh, si, bislacchi mi pare limitante) demenziali.
Vado in una merceria, devo dire che mi sono anche un po' mortificato sapendo che alcune attività stanno scomparendo del tutto, al mio paese ne sono rimaste in poche. Dicevo mi sono recato in merceria per acquistare un ago da maglia, niente di particolare, un piccolo oggettino di pochi grammi di metallo. All' entrata del negozio la proprietaria, tra l' altro anche abbastanza giovane, come saluto esordisce con la sua richiesta di mostrarle il green pass. Stranamente la cosa mi ha un po' sorpreso perché reputo che questo documento, che naturalmente porto sempre nel telefono, sia necessario nei luoghi dove ci sia una qualche remota possibilità di contagio, non certo in un locale con un' affluenza così limitata di avventori. La signora evidentemente avrà compreso anche attraverso la mascherina il mio curioso atteggiamento e prima che potessi parlare mi ha detto che la sua attività non era tra quelle di "primaria necessità" per le quali sia possibile evitare il controllo. Alcuni giorni fa mi è successo la stessa cosa dal barbiere ma il tutto mi era sembrato più normale visto la molteplicità e varietà della clientela. E mentre mostravo il codice e contemporaneamente mi chiedevo di che caspita fosse fatto questo ago da costare così tanto, manco fosse stato quello servito a Napoleone per ricucirsi i calzoni durante la battaglia di Bordino, mi è balenata in mente un' altra domanda forse più attuale e importante di quella riferita al celebre condottiero. Mi chiedevo, e continuo a chiedermi evidentemente dato che non riesco a trovare risposta: se due individui si dovessero incontrare in merceria sarebbero evidentemente in pericolo di contagio, mentre se gli stessi si dovessero incontrare dal panettiere la cosa non risulterebbe evidentemente pericolosa. Cioè la categoria merceologica impedisce di per sé che avvenga l' infezione o la faciliti? Se acquistassi 4 Wuster sarei meno suscettibile al covid che se acquistassi due stringhe per le mie scarpe? E il mio berretto? È più pericoloso di un pugno di lenticchie?
Credo vivamente che i nostri posteri ricordando questi avvenimenti, magari studiando, se ne faranno di risate!
Non sono né complottista né novax, ho fatto tutte le dosi, mi attengo scrupolosamente ai protocolli, ma a volte, certe cose sono davvero impossibili da giustificare. Proporrei a certi legislatori di lasciare il posto a persone più senzienti forse, che le nobili arti bucoliche hanno quanto mai bisogno di manodopera.
martedì 15 febbraio 2022
I fratelli Karamazov-, Dostoevskij
Un romanzo sublime,
sabato 29 gennaio 2022
Cristo la Grotta: un ricordo che ritorna
giovedì 27 gennaio 2022
Equilibri internazionali e menefreghismo felino
Ero sul divano come al solito nelle mie serate invernali e leggevo questo inno bellissimo del Manzoni. Ci sono capitato su riflettendo sugli ultimi avvenimenti internazionali.
domenica 23 gennaio 2022
Una domenica comoda...tra vaccino e divano
Ogni tanto fa bene rilassarsi un po!
sabato 15 gennaio 2022
Eugenie Grandet-Balzac
Una ragazza vittima dell' avarizia di un padre che ama solo se stesso e il suo oro ( anche più di se stesso). Una vita condotta nelle ristrettezze parsimoniose e anche inutili viste le immense ricchezze del genitore. Una madre dolce che non può contrastare gli avvenimenti che si susseguono fino a rimanerne uccisa. Un amore totalmente idealizzato destinato a non concretizzarsi mai anch' esso succube degli interessi degli uomini.
Eugenie una ragazza ambita da due pretendenti solo per l' immenso patrimonio che erediterà, conosce e si innamora di un suo cugino che purtroppo si ritrova in disgrazia. Lei lo aiuta con il suo oro facendolo partire per le Indie dove farà fortuna ma scorderà il suo sentimento appena nato per la ragazza.
Il padre, M. Grandet, "brav' uomo" come lo chiama Balzac, viene a sapere della cosa e reclude la figlia in camera a pane e acqua, fino a farne morire dal dispiacere la madre.
Si riappacificherà con Eugenie, solo per paura che possa essere privato del patrimonio dalla figlia in quanto erede della moglie moribonda.
Anche lui morirà qualche anno più tardi assolutamente attaccato ai suoi averi,
tanto da voler afferrare con un' ultima azione anche il crocifisso dorato del curato che gli sta impartendo gli estremi sacramenti. Avaro fino alla fine!
Clarles il cugino tanto amato ritornerà ma ormai intenzionato a sposare un' altra donna sempre per calcolo e interesse.
Eugenie Grandet diverrà ricca ma la sua vita non sarà mai come l' aveva sognata.
Un libro bellissimo da non perdere assolutamente!