venerdì 10 ottobre 2025

Sfoghi letterari

 Credo di avere una necessità di scrittura questa sera.
Madonna del Rosario


Per me scrivere significa appoggiare su un letto di parole il mio sentire dopo una giornata particolarmente pesante o intensa di vicissitudini.
Ti sembra che vada tutto bene, naturalmente si fa per dire, e poi incominciano a pervenire notizie, situazioni e vicende che ti abbassano il morale. Arrivi a sera e c'è l' hai così basso che vorrebbe cercare un bonsai per impiccasi(è una frase di Baglioni questa).

Poi, sei "costretto" a partecipare a un funerale, mestizia che avresti tranquillamente evitato in questo giorno e ti raccontano di come possa essere strana la fine di una persona.
Alcuni la chiamano " morte santa" quando si è chiamati senza preavviso e quasi dolcemente e te ne vai in punta di piedi senza dare troppo "fastidio" come si usa dire dalle mie parti. Con l' ultimo bacio alla Vergine, si quella del Rosario.
" A  Te l' ultimo bacio della vita che si spegne" recita la Supplica alla Vergine di Pompei evidentemente così deve essere stato .
Un altro si è tolto il berretto davanti all' inevitabile. Perché ci sono cose che non puoi controllare né prevedere e che puoi soltanto accogliere senza lamentele e senza strepiti.
E così, stasera,  mi ritrovo a comporre queste righe sul divano, sotto una luce tenue, malinconica anche lei, col mio gatto sulle gambe. Lui non è malinconico, lui non si fa poi tanti problemi, basta una ciotola di cibo, un po' d' acqua, la copertina e ogni tanto una mia piccola carezza. Per lui va bene così, non si preoccupa del futuro, di qualcosa che ancora non esiste. Vive e basta, se lo fa bastare.
Ammetto che a volte lo invidio!

sabato 4 ottobre 2025

Weltanschauung flottilla e visione del mondo

 
Weltanschauung, flottille, percezione, guerre, pace, governo


Molti pensano che la scuola sia il luogo della cultura, dove imparare le cose.
Vado a scuola e mi insegnano la storia d' Italia o le battaglie di Napoleone; la matematica, a capire gli atomi o il citoplasma delle cellule.
Io però non la vedo così. Troppo semplice per una mente bislacca!
Una volta un mio collega di studi alle superiori esordi in un' interrogazione dicendo che non avesse alcun senso conoscere le vicende della battaglia di Waterloo se poi lui doveva progettare un impianto elettrico per una palazzina di due piani. A cosa potrebbe servire conoscere gli spostamenti della cavalleria napoleonica mentre stai calcolando la sezione della linea montante di un impianto civile.
Se fosse davvero così, se il sapere delineasse semplicemente il mio profilo culturale, allora il mio amico avrebbe avuto ragione. 
Ma non è così, non lo è mai stato. Fosse così la scuola è l' istruzione in genere sarebbe profondamente discriminatoria tra chi impara e chi pratica. Le scuole professionali assolverebbero a compiti totalmente diversi dai licei dove l' esperienza è del tutto intellettuale.
Non è così, non può essere, non deve esserlo in un paese che si definisce libero e democratico. 
La cultura e la scuola servono per fare comprendere all' individuo la sua situazione, nel senso letterale della parola. Capire dove sei situato, in che ambito politico, sociale, religioso, familiare, personale.
Non è una cosa tanto scontata. La storia serve per capire da dove vieni perché tutto ciò che sei è il risultato delle vicende che ti hanno preceduto e tu sei il riassunto di tutta la conoscenza che in qualche modo ha influenzato tutto il tuo organismo e il tuo modo di pensare.
La tua posizione nel mondo è la prospettiva da cui lo guardi dipendono dalle influenze esterne che ti pervadono.
Non sei e non sarai mai un' isola nel mondo, neanche se te ne vai a fare l' eremita sul cucuzzolo di una montagna, perché potrai fermarti e rimanere invariato per il resto della vita ma quello che sei al momento in cui ti stacchi dal mondo è già stato influenzato dal tuo vissuto, dal tuo sguardo, da quello che hai letto, ascoltato, imparato.
Sentiamo più forte l' incertezza del momento a causa di queste guerre e ci sembra che ci siano più vicine, ma solo perché i media ne parlano sempre. La cosa fa notizia e tutti ne parlano e hai la possibilità di farti una coscienza sul fatto, di avere un' opinione.
Si muove una flottiglia di civili che non vogliono stare solo a guardare e con coraggio si mettono in moto e tutti ne discutono: in bene, in male, non importa come, ma va bene perché puoi pensarci situarti rispetto al problema.
Però nel mondo ci sono più di 50 conflitti, guerre di cui nessuno parla e che conoscono solo alcuni, una piccola élite di intellettuali o giornalisti che se ne interessano. Nessun parlamento né discute, nessun giornale o notiziario ne fa notizia se non per casi eccezionali, magari quando una suora viene uccisa a colpi di macete e poi niente. Ma anche lì ci sono morti, vedove, bambini senza pane, carestie. E la nostra posizione di fronte a loro? La nostra "weltashuung"? Come li vediamo questi mondi che idea ne abbiamo? Quale flottiglia si muove per loro? Dove sono le mobilitazioni, gli scioperi generali per tutti gli innocenti che muoiono dimenticati e sconosciuti da tutti?
C' è una grande ipocrisia nel mondo:

SUDAN--150.000 MORTI

YEMEN--377.000 MORTI

MYANMAR -- DECINE DI MIGLIAIA DI MORTI

E questi sono solo alcuni dei focolai. Ce ne sono ovunque e qual' è la nostra percezione di tutto questo? In che posizione ci mettiamo. Per l' ucraina o la Palestina è abbastanza semplice farsi un' idea, scegliere da che parte stare, ma per gli altri? Non sappiamo nulla, non ci fanno sapere nulla. Conflitti di serie B? Morti di serie B, bambini di serie B.
Dove sono le flottille, dov'è l' indignazione, le sanzioni, i movimenti popolari che scendono in piazza e occupano strade, porti, ferrovie.

L' opinione pubblica è pilotata anche in questo. Certo davanti agli uomini della flottiglia io mi tolgo il berretto. Davanti a uomini e donne che disarmati affrontano un esercito in mare a rischio della vita. Li considero eroi. Hanno fatto quello che dovevano fare i governi che ci rappresentano, dimostrando ancora una volta che i potenti stanno da un' altra parte, per i fatti loro.
Ma qui è in discussione un' altra cosa. C' è da chiedersi qual' è la mia posizione nel mondo e qual' è la percezione che io ho dell' umanità. Devo rispondere a questa domanda, cercarne un sunto per capire e per capirmi.
Io chi sono!



giovedì 7 agosto 2025

PSICHE & THANATOS - Tommaso Corona

 "La dignità umana non è un' lusso, ma una necessità, anche nelle situazioni più estreme"

PSICHE & THANATOS


Un libro interessante e molto articolato che dimostra una grade preparazione dell' autore nel campo della psicologia e della comunicazione. Ad un primo impatto potrebbe sembrare una testo dedicato specificatamente alle forze armate ma che in realtà tocca tutti i punti della comunicazione e che può essere utilizzato da chiunque per capire se stessi e gli altri.

L'autore, ci suggerisce un viaggio nel mondo della comunicazione interpersonale, della psiche umana, delle convinzioni personali che influenzano i pregiudizi che abbiamo degli altri. Le euristiche, i bias cognitivi sono si presentati per capire questioni pratiche relative ai contesti militari( ma che possono riguardare tutti i tipi di interrogatori) ma sono anche la chiave di comprensione per capire noi stessi quando ci troviamo a contatto con gli altri e altri modi di pensare.

Un saggio che fissa il lettore su se stesso e il proprio rapporto con gli altri.

Un aspetto che mi ha favorevolmente incuriosito è il concetto di empatia che si dovrebbe instaurare tra interrogatori e interrogati, dato il contesto militare bellico in questione, che sottintende all' inimicizia tra le parti l' umanità e il rispetto che non dovrebbe mai essere dimenticata. Una pericope tratta dal capitolo su un noto caso di reclusione forzata è la chiave di lettura di tutto il testo: " Mente e cuore collaborano per trovare significato anche nelle situazioni più difficili, mostrando come l' essenza dell' essere umano risieda nella capacità di creare bellezza, connessione e forza interiore persino nei luoghi più bui".


Un testo che mi è molto piaciuto e che consiglio vivamente.



domenica 22 giugno 2025

Il Siracide...te lo spiega l' intelligenza artificiale!

Durante un' oretta di libero cazzeggio, mi sono preso la briga di mettere alla prova l' AI del mio telefonino, così le ho chiesto di generare un' immagine ispirata a un libro della Bibbia e come se non bastasse le ho chiesto in seguito di commentarla e spiegarmela.

Quello che n'è uscito è strabiliante e inquietante al tempo stesso.
Questa tecnologia incomincia a preoccuparmi.

Qui di seguito il risultato...

A voi il giudizio!


Spiegazione e Commento dell'Immagine

L'immagine che ti ho mostrato è un'illustrazione realistica e di alta qualità che intende rappresentare il concetto di vanità, così come viene spesso affrontato nel Libro del Siracide.

Al centro della scena, troviamo un individuo riccamente adornato, probabilmente un nobile. La sua barba è curata in modo meticoloso e i suoi abiti sono sontuosi. Questo personaggio è assorto nell'ammirazione della propria immagine riflessa in uno specchio di bronzo lucidato. L'atto di guardarsi con tanta attenzione e compiacimento simboleggia l'auto-indulgenza e l'eccessiva preoccupazione per l'aspetto esteriore, temi ricorrenti quando si parla di vanità.

L'ambiente circostante rafforza questo messaggio: l'arredamento è opulento e sono presenti diversi simboli di ricchezza, come sontuosi tessuti e oggetti preziosi. Questi dettagli servono a suggerire la vanità dei beni materiali, un concetto chiave che il Siracide esplora, mettendo in guardia contro l'attaccamento eccessivo alle cose terrene e transitorie.

La scena è immersa in una luce calda e dorata, che esalta le texture lussuose dei tessuti e dei materiali. Questa illuminazione, pur creando un'atmosfera sontuosa, può anche suggerire una sorta di "illusione dorata" che vela la vacuità sottostante.

In modo più sottile, l'immagine include accenni di iconografia religiosa, come una menorah o una pergamena, discretamente inseriti. Questi elementi servono a creare una tensione visiva tra i valori spirituali e i desideri mondani. È proprio in questa dialettica che il Libro del Siracide si colloca, esortando allasaggezza e alla devozione come antidoto alla vanità della vita materiale.

In sintesi, l'immagine vuole essere una rappresentazione visiva e stimolante del messaggio del Siracide sulla futilità della vanità umana e dei beni terreni, invitando alla riflessione su ciò che ha veramente valore nella vita.






venerdì 20 giugno 2025

Felix insegna...la famiglia come dovrebbe essere

 Cinque pelosetti,

Pelosetti


all' improvviso, apparsi dal nulla. Si sono impiantati nel giardinetto di fronte al mio condominio. Hanno trovato una zona protetta da una recinzione e vi hanno preso residenza: papà, mamma e tre piccoletti. Una vera e propria famigliola di gatti.

Ogni tanto porto loro qualcosa e resto a guardarli ammirato. Non sembrano neanche "animali" se avessero la parola sarebbero delle persone vere e proprie. O forse già lo sono travestite da felini.
La loro famiglia, istintivamente, ha delineato i ruoli: la mamma nutre allattando i piccoli e li tiene d' occhio, il papà procura il cibo come può e difende il nucleo e il territorio. Più volte l' ho visto cacciare via altri gatti intrusi. 
Questa cosa mi ha fatto davvero riflettere su tutto quello che accade in giro.
Famiglie sfasciate, figli sbattuti da una parte all' altra e quando le famiglie devono essere protette da uomini che invece dovrebbero essere i custodi della tranquillità domestica, diventa tutto molto triste e inquietante.
È possibile che i gatti senza nessuna cultura sentano la responsabilità dell' unione famigliare e si organizzano in questo modo e noi con tutto il nostro sapere e tutta la nostra sapienza abbiamo perso il senso, la temperanza, la gioia di essere responsabili del benessere della prole, della tranquillità di queste creature indifese.


E inutile! Gli animali sono migliori, non confondono il necessario con l' importante. A loro non importa la carriera, le auto, i vestiti. Si amano senza pretese, si aiutano, si sostengono a vicenda. Istintivamente sanno quello che davvero sia importante e lo difendono. 
Mi hanno né scarpe né berretto eppure fanno molta più strada di me.

P.s. nella foto il micio rosso è il maschio. Il piccolo si sente al sicuro.





domenica 12 gennaio 2025

Kafka sulla spiaggia

 Sono più di dodici ore che piove incessantemente tra vento e freddo. 
Kafka sulla spiaggia
Kafka sulla spiaggia 


Non ha smesso neanche un secondo da stamattina, un mostro arrabbiato d' inverno che batte sulle tapparelle nuove a voler entrare dalle finestre chiuse.
Continua a  bussare senza sosta; mendicante o ladro che attenta al mio tepore domestico. È una lotta impervia tra gli infissi che tentano di arginarlo e i radiatori. 
Strana parodia della vita. Siamo in queste case stipati in scatole di pietra e mattoni per difenderci dalla natura a volte matrigna a volte la più tenera delle madri.
Attraversi tempeste che non avresti mai pensato di poter affrontare e quando riesci a superarle ti rendi conto che sei oltre e che devi guardare avanti perché dinanzi appaiono altri mostri in lontananza che nella foschia dell' ignoto potrebbero presentarsi all' improvviso. 
Devi esserci, sempre e comunque, essere lì, nel presente. Tutta la partita si sta giocando qui in questo eterno presente.
Si lo so, sono pensieri in fuga che evadono da una mente bislacca escono dal berretto e questo mi pare l' unico modo per tentare di afferrarli, bloccarli, inchiodarli su un supporto che non.li lasci andare via.
Il vento continua a bussare senza sosta, piange il cielo inquinato, sembra davvero arrabbiato con l' umanità. Cosa ti abbiamo fatto? Ti abbiamo appesantito con i nostri fumi, con gli acidi, il piombo delle nostre ciminiere. Tutti colpevoli, ti abbatti su di noi, sulle nostre case, sulle mie tapparelle nuove che ho appena terminato di pagare. 
Ma passerà. Passa tutto prima o poi, basta aspettare...o forse è questa la cosa più difficile da fare. L' attesa inerme! Cosa può un uomo così piccolo davanti agli elementi. 
Ironia della sorte : dall' altra parte del pianeta in risposta a quest' acqua incessante si abbatte il fuoco sulla gente, gli animali, le case...le tapparelle!!
Mi rendo conto che sono fortunato....



giovedì 9 gennaio 2025

La sindrome del paguro...avvero anno nuovo casa nuova

 La felicità non è un posto in cui arrivare ma una casa in cui tornare
Così recita un proverbio arabo, così dopo tanti anni la decisione è stata presa e si cambia casa.
Home
Home sweet home










Gli inglesi fanno una bella distinzione tra "home" e "house": la prima parola indica dove riponi il cuore, la seconda una semplice costruzione abitativa. La home è dove ritrovi gli affetti, i ricordi, le persone care e i tuoi animali (per chi come me se ne circonda meravigliosamente). Ci vuole tempo per trasformare una house in una home, ci vuole calore, passione, ci vuole vita. 
In realtà nessuno ne costruisce una con le proprie mani, o comunque sono casi molto sporadici. La maggior parte di noi ne acquista una già pronta e dopo la risistema secondo il proprio gusto, le proprie esigenze
 Facciamo come i paguri, questi crostacei che si intrufolano in conchiglie dismesse e ne fanno casa fino a quando non crescono così tanto da non starci comodi. Quindi escono ne trovano una più grande e vi si trasferiscono.
L' anno appena trascorso mi ha trasformato, con i miei familiari, in un paguro umano e dopo tanti anni nella vecchia magione( vecchia in tutti i sensi ) mi sono trasferito in una più comoda nella quale ricostruire tutto da capo.
Mi sono reso conto delle difficoltà fisiche, economiche, burocratiche( i paguri non pagano Imu e Tari né devono fare la fila sul comune per cambiare la residenza, senza parlare delle utenze domestiche). 
Nonostante tutto però sono dell' idea che a un certo punto della vita sia opportuno rimettere tutto in tavola e cambiare. 
Cambiare casa ti mette nell' incertezza, ti offre la possibilità di affrontare qualcosa di ignoto di rimetterti in gioco, rinascere a vita nuova.
Al mio paese si dice che se vuoi male a una persona auguragli  di cambiare casa e in parte è vero perché trasferire tutte le cianfrusaglie non è cosa da poco. Per i paguri è più facile perché non hanno pacchi da sballare nė mobili da salire sulle scale, però in fondo  vale la pena  uscire dal proprio mondo per esplorare nuove situazioni 
Così dopo aver trasferito le scarpe e il berretto da questa parte della città, vediamo cosa accade sempre un po' strabicamente con un occhio all' uomo e l' altro  a Dio cercando sempre un riassunto che ci dia una visione d' insieme.

Il paguro insegna a vivere in profondità....