domenica 2 novembre 2025

2 novembre - giorno dei vivi

 Ognuno l' ha davè chissà creanza...
Cimitero


È stata una giornata davvero pesante  uggiosa, piena di impegni e di strada percorsa.
Il tutto amplificato dalla ricorrenza che riporta alla mente i tempi passati, i volti di chi vorresti ricordare più vividamente ma che il tempo lentamente scolora nei cassetti della memoria.
Muoversi nel cimitero non è che sia poi così esilarante, ma è un modo per pensare alla vita in maniera più profonda.
Questo di fermarsi a pensare in un' epoca dove tutto è effimero e digitale diventa qualcosa sempre più difficile da fare. Perciò il fatto che queste ricorrenze ti obblighino a farlo è una cosa positiva.
Certo i morti non hanno bisogno dello smartphone o dei reel, neanche delle faccine o dei likes. I morti rispondono alle domande sempre col silenzio e devi essere tu ad interpretarlo. A volte questi nostri avi taciturni riescono a fare un gran chiasso se ti fermi ad ascoltare. E quindi, tutto poi, si riflette su te stesso che vai lì a cercare risposte. 
Un giorno per il silenzio, per l' ascolto, per rimanere "connessi" con la vita reale, con noi stessi.
Ogni anno purtroppo ti rendi conto che i parenti che preferiscono il silenzio sono sempre di più, ma per farne il focus sei tu che ti devi fermare a pensare. 
E loro pare che ci dicano con Totò:
"So fesserie che fann e viv. Nu simme serie appartnimm a muort!"
La morte è una livella si sa e pure io entrando in quel luogo ho dovuto togliere il berretto...



sabato 25 ottobre 2025

Catechismi on line e persone poco cortesi...

 Chiede è lecito, rispondere è...


Porte sbarrate


I vecchi adagi non mentono mai a quanto pare.
Oramai tutte le attività umane si stanno trasferendo sulle piattaforme on line e anche la Chiesa finalmente ha compreso che occorre muoversi lì dove le persone quotidianamente sostano.
Usare i social per divulgare la parola di Dio può essere una cosa buona ma...
A volte ci si dimentica della differenza che passa tra servire il Signore e servirsi del Signore. La differenza è sottile ma fondamentale per chi vuole essere d' aiuto agli altri.
Vi racconto una storia:
Dato i miei post sui social evidentemente qualcuno ha pensato che potessero interessarmi degli incontri( virtuali) catechistici e quindi sono stato contattato da varie persone che mi invitavano a partecipare a queste loro attività. Per molto tempo non ho fatto caso e non mi sono interessato. La settimana scorsa, però, visto l' appello di una signora particolarmente educata mi sono convito a fare una prova e farmi inserire in uno di questi incontri.
All' inizio la cosai sembrava pure abbastanza interessante. 
L' argomento trattato era la nuova venuta del Messia discutendo sui modi in cui dovrebbe ritornare sulla terra se in forma incarnata o spirituale.
A dire il vero l' argomento non è che mi interessi più di tanto. Se saremo vivi lo vedremo, se saremo già morti l' avremo già saputo data la partecipazione all' onniscienza divina. Vabbè tagliamo la testa al toro altrimenti il post diventa ancora più noioso.
Il fatto è che fino a quando i "catechisti" discutevano e parlavano tra di loro e propinavano i loro ragionamenti (anche abbastanza opinabili a dire il vero) tutto andava bene.
A un certo punto però mi sono sentito in diritto, visto che loro mi hanno contattato e loro mi hanno inserito nel gruppo), di dire il mio pensiero e fare delle sottolineature che credevo interessanti come l'agire nell' eternità di Dio e il fatto che la negazione del verbo potere non può e non deve sussistere a fianco della parola Dio( è onnipotente e basta!)
Il risultato di questo mio fare, e sapete oramai che un bislacco è sempre tale in ogni circostanza, è stato il mio allontanamento coattivo dalla chat.

ALLA FACCIA DEL CATTOLICESIMO E DELL' INCLUSIONE!!!

Ora non è che ne la sia presa, figuriamoci, fino ad allora avevo evitato di partecipare perché più o meno sapevo che poteva finire così. Conosco i miei polli! Quasi tutti i catechisti laici che conosco non accettano che qualcuno li "disturbi" durante le loro elucubrazioni. Ma qui si trattava semplicemente di rispondere a qualche domanda o affermazione, non avevo mica intenzione di scrostrarli dalla loro "cattedra".
E alla fine sotto il mio berretto la massima che ne esce...
Tutti in qualche modo abbiamo stimato Papa Francesco e quello che diceva, ma mettere in pratica i suoi consigli, quello, è un tantino più difficile!

venerdì 24 ottobre 2025

FRANKENSTEIN: IL MODERNO PROMETEO- Marie Shelley

 "Strana cosa è la conoscenza! Quando si è impadronita della mente, si abbarbica ad essa come un lichene alla roccia."

Frankenstein

Racconto veramente interessante, nato da una sfida letteraria tra Marie Shelley (autrice ), Percy Shelley e Lord Bayron, divenne in breve tempo un libro conosciuto da tutti.

Chiunque oramai conosce la creatura che erroneamente è chiamata Frankenstein. Erroneamente perché Frankenstein è il cognome dello scienziato che lo crea. In realtà la creatura mostruosa che prende vita dagli esperimenti dello scienziato non ha nome. Questo fatto sottolinea maggiormente lo scopo di questo sfogo letterario della Shelley, il diverso, reietto dall' umanità e evitato da tutti, non merita neanche un nome. Il suo stesso creatore lo abbandona al primo alito di vita che gli dona, perché capisce la mostruosità che ha fatto nel mettersi al posto del Creatore vero.
Frankenstein


Il racconto che segue un sistema epistolare ha un triplice io narrante: l' esploratore, lo scienziato e la creatura stessa. E tutti sottolineano il problema della diversità e dell' emarginazione degli incompresi.
Molto interessante il parallelismo, che spiegato la creatura, tra lui e Adamo primo uomo. Dio può creare Adamo in quanto Onnisciente e quindi aprioristicamente conosce le  conseguenze di quell' atto creativo, a differenza dello scienziato che non può prevedere nulla e scatena così conseguenze incontrollabili.
Tutto termina in maniera tragica ed è da considerarsi un vero monito per tutti coloro che si apprestano allo studio delle scienze senza un rigore morale e senza coscienza.
Un racconto molto bello davvero del quale con immaginavo le profondità.




sabato 11 ottobre 2025

Visitare gli ammalati oggi: un atto di misericordia dimenticato

 Ricordiamo le opere di misericordia corporale che non fa mai male.




Si potrebbe parlare per ore di questi punti e non solo da un punto di vista religioso. 
Tutto questo si potrebbe condensare col comandamento dell' amore; si, quello che recita: "ama il prossimo  tuo come te stesso".
Ma non è di questo che vorrei parlare questa sera di sabato dal comodo divano di casa. Mi fermerei solo su di uno di questi sopra citati, esattamente quello che suggerisce di andare a trovare chi non sta bene.
Visitare chi è ammalato. Ma cosa vuol dire realmente questa frase?
Visitare, andare a trovare qualcuno si, ma stranamente questa parola si usa anche per indicare la manipolazione che ha il medico per comprendere il paziente come stia, che sintomi abbia e tutto questo per indicargli una cura da seguire, per sollevarlo da quella posizione, tirarlo su.
Quindi questo verbo condensa due atteggiamenti, quello del portarsi verso il malato e quello di curarlo se non proprio farlo guarire( mi riservo di spiegare meglio il concetto un' altra volta).
La seconda parte, la parola "ammalati" apre uno scenario immenso e devastante.
I malati lo sono nel corpo, nella mente, nello spirito e in tutti e tre i livelli interi.
Come prendersi cura quindi di chi non sta bene? Prima di tutto cercando di capire quale sia il suo problema.
Ma chi cavolo lo ha detto che a una persona ammalata non bisogna chiedere come si sente? Se glielo chiedo vuol dire che mi sto interessando di lui.Vuol dire che metto a sua disposizione il mio tempo, un frangente della mia esistenza per occuparmi dei suoi problemi. Come può una persona essere infastidito di questo mio atteggiamento? 
Non ascoltate chi vorrebbe farvi desistere dal mettervi a disposizione degli altri. Non è una persona per bene!
Chiedete di partecipare al suo pensiero, entrate nella sofferenza dell' altro. Si chiama compassione! Un sentimento inventato da Gesù Cristo. Visitare gli ammalati, chiedere come si sentono, toccarli significa toccare la Carne di Cristo, diventare per qualche istante il loro Cireneo
Le opere di misericordia corporale servono per togliere lo strato di letame che lentamente e inavvertitamente ci sta soffocando e far riemergere l' umanità.
Occorrono scarpe robuste e fare molta strada per essere persone. Bisogna arrivare fino a chi ti sta vicino, chinarsi su di lui togliersi il berretto e chiedergli: " si vabbè! Ma oggi come ti senti?"





venerdì 10 ottobre 2025

Sfoghi letterari

 Credo di avere una necessità di scrittura questa sera.
Madonna del Rosario


Per me scrivere significa appoggiare su un letto di parole il mio sentire dopo una giornata particolarmente pesante o intensa di vicissitudini.
Ti sembra che vada tutto bene, naturalmente si fa per dire, e poi incominciano a pervenire notizie, situazioni e vicende che ti abbassano il morale. Arrivi a sera e c'è l' hai così basso che vorrebbe cercare un bonsai per impiccasi(è una frase di Baglioni questa).

Poi, sei "costretto" a partecipare a un funerale, mestizia che avresti tranquillamente evitato in questo giorno e ti raccontano di come possa essere strana la fine di una persona.
Alcuni la chiamano " morte santa" quando si è chiamati senza preavviso e quasi dolcemente e te ne vai in punta di piedi senza dare troppo "fastidio" come si usa dire dalle mie parti. Con l' ultimo bacio alla Vergine, si quella del Rosario.
" A  Te l' ultimo bacio della vita che si spegne" recita la Supplica alla Vergine di Pompei evidentemente così deve essere stato .
Un altro si è tolto il berretto davanti all' inevitabile. Perché ci sono cose che non puoi controllare né prevedere e che puoi soltanto accogliere senza lamentele e senza strepiti.
E così, stasera,  mi ritrovo a comporre queste righe sul divano, sotto una luce tenue, malinconica anche lei, col mio gatto sulle gambe. Lui non è malinconico, lui non si fa poi tanti problemi, basta una ciotola di cibo, un po' d' acqua, la copertina e ogni tanto una mia piccola carezza. Per lui va bene così, non si preoccupa del futuro, di qualcosa che ancora non esiste. Vive e basta, se lo fa bastare.
Ammetto che a volte lo invidio!

sabato 4 ottobre 2025

Weltanschauung flottilla e visione del mondo

 
Weltanschauung, flottille, percezione, guerre, pace, governo


Molti pensano che la scuola sia il luogo della cultura, dove imparare le cose.
Vado a scuola e mi insegnano la storia d' Italia o le battaglie di Napoleone; la matematica, a capire gli atomi o il citoplasma delle cellule.
Io però non la vedo così. Troppo semplice per una mente bislacca!
Una volta un mio collega di studi alle superiori esordi in un' interrogazione dicendo che non avesse alcun senso conoscere le vicende della battaglia di Waterloo se poi lui doveva progettare un impianto elettrico per una palazzina di due piani. A cosa potrebbe servire conoscere gli spostamenti della cavalleria napoleonica mentre stai calcolando la sezione della linea montante di un impianto civile.
Se fosse davvero così, se il sapere delineasse semplicemente il mio profilo culturale, allora il mio amico avrebbe avuto ragione. 
Ma non è così, non lo è mai stato. Fosse così la scuola è l' istruzione in genere sarebbe profondamente discriminatoria tra chi impara e chi pratica. Le scuole professionali assolverebbero a compiti totalmente diversi dai licei dove l' esperienza è del tutto intellettuale.
Non è così, non può essere, non deve esserlo in un paese che si definisce libero e democratico. 
La cultura e la scuola servono per fare comprendere all' individuo la sua situazione, nel senso letterale della parola. Capire dove sei situato, in che ambito politico, sociale, religioso, familiare, personale.
Non è una cosa tanto scontata. La storia serve per capire da dove vieni perché tutto ciò che sei è il risultato delle vicende che ti hanno preceduto e tu sei il riassunto di tutta la conoscenza che in qualche modo ha influenzato tutto il tuo organismo e il tuo modo di pensare.
La tua posizione nel mondo è la prospettiva da cui lo guardi dipendono dalle influenze esterne che ti pervadono.
Non sei e non sarai mai un' isola nel mondo, neanche se te ne vai a fare l' eremita sul cucuzzolo di una montagna, perché potrai fermarti e rimanere invariato per il resto della vita ma quello che sei al momento in cui ti stacchi dal mondo è già stato influenzato dal tuo vissuto, dal tuo sguardo, da quello che hai letto, ascoltato, imparato.
Sentiamo più forte l' incertezza del momento a causa di queste guerre e ci sembra che ci siano più vicine, ma solo perché i media ne parlano sempre. La cosa fa notizia e tutti ne parlano e hai la possibilità di farti una coscienza sul fatto, di avere un' opinione.
Si muove una flottiglia di civili che non vogliono stare solo a guardare e con coraggio si mettono in moto e tutti ne discutono: in bene, in male, non importa come, ma va bene perché puoi pensarci situarti rispetto al problema.
Però nel mondo ci sono più di 50 conflitti, guerre di cui nessuno parla e che conoscono solo alcuni, una piccola élite di intellettuali o giornalisti che se ne interessano. Nessun parlamento né discute, nessun giornale o notiziario ne fa notizia se non per casi eccezionali, magari quando una suora viene uccisa a colpi di macete e poi niente. Ma anche lì ci sono morti, vedove, bambini senza pane, carestie. E la nostra posizione di fronte a loro? La nostra "weltashuung"? Come li vediamo questi mondi che idea ne abbiamo? Quale flottiglia si muove per loro? Dove sono le mobilitazioni, gli scioperi generali per tutti gli innocenti che muoiono dimenticati e sconosciuti da tutti?
C' è una grande ipocrisia nel mondo:

SUDAN--150.000 MORTI

YEMEN--377.000 MORTI

MYANMAR -- DECINE DI MIGLIAIA DI MORTI

E questi sono solo alcuni dei focolai. Ce ne sono ovunque e qual' è la nostra percezione di tutto questo? In che posizione ci mettiamo. Per l' ucraina o la Palestina è abbastanza semplice farsi un' idea, scegliere da che parte stare, ma per gli altri? Non sappiamo nulla, non ci fanno sapere nulla. Conflitti di serie B? Morti di serie B, bambini di serie B.
Dove sono le flottille, dov'è l' indignazione, le sanzioni, i movimenti popolari che scendono in piazza e occupano strade, porti, ferrovie.

L' opinione pubblica è pilotata anche in questo. Certo davanti agli uomini della flottiglia io mi tolgo il berretto. Davanti a uomini e donne che disarmati affrontano un esercito in mare a rischio della vita. Li considero eroi. Hanno fatto quello che dovevano fare i governi che ci rappresentano, dimostrando ancora una volta che i potenti stanno da un' altra parte, per i fatti loro.
Ma qui è in discussione un' altra cosa. C' è da chiedersi qual' è la mia posizione nel mondo e qual' è la percezione che io ho dell' umanità. Devo rispondere a questa domanda, cercarne un sunto per capire e per capirmi.
Io chi sono!



giovedì 7 agosto 2025

PSICHE & THANATOS - Tommaso Corona

 "La dignità umana non è un' lusso, ma una necessità, anche nelle situazioni più estreme"

PSICHE & THANATOS


Un libro interessante e molto articolato che dimostra una grade preparazione dell' autore nel campo della psicologia e della comunicazione. Ad un primo impatto potrebbe sembrare una testo dedicato specificatamente alle forze armate ma che in realtà tocca tutti i punti della comunicazione e che può essere utilizzato da chiunque per capire se stessi e gli altri.

L'autore, ci suggerisce un viaggio nel mondo della comunicazione interpersonale, della psiche umana, delle convinzioni personali che influenzano i pregiudizi che abbiamo degli altri. Le euristiche, i bias cognitivi sono si presentati per capire questioni pratiche relative ai contesti militari( ma che possono riguardare tutti i tipi di interrogatori) ma sono anche la chiave di comprensione per capire noi stessi quando ci troviamo a contatto con gli altri e altri modi di pensare.

Un saggio che fissa il lettore su se stesso e il proprio rapporto con gli altri.

Un aspetto che mi ha favorevolmente incuriosito è il concetto di empatia che si dovrebbe instaurare tra interrogatori e interrogati, dato il contesto militare bellico in questione, che sottintende all' inimicizia tra le parti l' umanità e il rispetto che non dovrebbe mai essere dimenticata. Una pericope tratta dal capitolo su un noto caso di reclusione forzata è la chiave di lettura di tutto il testo: " Mente e cuore collaborano per trovare significato anche nelle situazioni più difficili, mostrando come l' essenza dell' essere umano risieda nella capacità di creare bellezza, connessione e forza interiore persino nei luoghi più bui".


Un testo che mi è molto piaciuto e che consiglio vivamente.



domenica 22 giugno 2025

Il Siracide...te lo spiega l' intelligenza artificiale!

Durante un' oretta di libero cazzeggio, mi sono preso la briga di mettere alla prova l' AI del mio telefonino, così le ho chiesto di generare un' immagine ispirata a un libro della Bibbia e come se non bastasse le ho chiesto in seguito di commentarla e spiegarmela.

Quello che n'è uscito è strabiliante e inquietante al tempo stesso.
Questa tecnologia incomincia a preoccuparmi.

Qui di seguito il risultato...

A voi il giudizio!


Spiegazione e Commento dell'Immagine

L'immagine che ti ho mostrato è un'illustrazione realistica e di alta qualità che intende rappresentare il concetto di vanità, così come viene spesso affrontato nel Libro del Siracide.

Al centro della scena, troviamo un individuo riccamente adornato, probabilmente un nobile. La sua barba è curata in modo meticoloso e i suoi abiti sono sontuosi. Questo personaggio è assorto nell'ammirazione della propria immagine riflessa in uno specchio di bronzo lucidato. L'atto di guardarsi con tanta attenzione e compiacimento simboleggia l'auto-indulgenza e l'eccessiva preoccupazione per l'aspetto esteriore, temi ricorrenti quando si parla di vanità.

L'ambiente circostante rafforza questo messaggio: l'arredamento è opulento e sono presenti diversi simboli di ricchezza, come sontuosi tessuti e oggetti preziosi. Questi dettagli servono a suggerire la vanità dei beni materiali, un concetto chiave che il Siracide esplora, mettendo in guardia contro l'attaccamento eccessivo alle cose terrene e transitorie.

La scena è immersa in una luce calda e dorata, che esalta le texture lussuose dei tessuti e dei materiali. Questa illuminazione, pur creando un'atmosfera sontuosa, può anche suggerire una sorta di "illusione dorata" che vela la vacuità sottostante.

In modo più sottile, l'immagine include accenni di iconografia religiosa, come una menorah o una pergamena, discretamente inseriti. Questi elementi servono a creare una tensione visiva tra i valori spirituali e i desideri mondani. È proprio in questa dialettica che il Libro del Siracide si colloca, esortando allasaggezza e alla devozione come antidoto alla vanità della vita materiale.

In sintesi, l'immagine vuole essere una rappresentazione visiva e stimolante del messaggio del Siracide sulla futilità della vanità umana e dei beni terreni, invitando alla riflessione su ciò che ha veramente valore nella vita.






venerdì 20 giugno 2025

Felix insegna...la famiglia come dovrebbe essere

 Cinque pelosetti,

Pelosetti


all' improvviso, apparsi dal nulla. Si sono impiantati nel giardinetto di fronte al mio condominio. Hanno trovato una zona protetta da una recinzione e vi hanno preso residenza: papà, mamma e tre piccoletti. Una vera e propria famigliola di gatti.

Ogni tanto porto loro qualcosa e resto a guardarli ammirato. Non sembrano neanche "animali" se avessero la parola sarebbero delle persone vere e proprie. O forse già lo sono travestite da felini.
La loro famiglia, istintivamente, ha delineato i ruoli: la mamma nutre allattando i piccoli e li tiene d' occhio, il papà procura il cibo come può e difende il nucleo e il territorio. Più volte l' ho visto cacciare via altri gatti intrusi. 
Questa cosa mi ha fatto davvero riflettere su tutto quello che accade in giro.
Famiglie sfasciate, figli sbattuti da una parte all' altra e quando le famiglie devono essere protette da uomini che invece dovrebbero essere i custodi della tranquillità domestica, diventa tutto molto triste e inquietante.
È possibile che i gatti senza nessuna cultura sentano la responsabilità dell' unione famigliare e si organizzano in questo modo e noi con tutto il nostro sapere e tutta la nostra sapienza abbiamo perso il senso, la temperanza, la gioia di essere responsabili del benessere della prole, della tranquillità di queste creature indifese.


E inutile! Gli animali sono migliori, non confondono il necessario con l' importante. A loro non importa la carriera, le auto, i vestiti. Si amano senza pretese, si aiutano, si sostengono a vicenda. Istintivamente sanno quello che davvero sia importante e lo difendono. 
Mi hanno né scarpe né berretto eppure fanno molta più strada di me.

P.s. nella foto il micio rosso è il maschio. Il piccolo si sente al sicuro.





domenica 12 gennaio 2025

Kafka sulla spiaggia

 Sono più di dodici ore che piove incessantemente tra vento e freddo. 
Kafka sulla spiaggia
Kafka sulla spiaggia 


Non ha smesso neanche un secondo da stamattina, un mostro arrabbiato d' inverno che batte sulle tapparelle nuove a voler entrare dalle finestre chiuse.
Continua a  bussare senza sosta; mendicante o ladro che attenta al mio tepore domestico. È una lotta impervia tra gli infissi che tentano di arginarlo e i radiatori. 
Strana parodia della vita. Siamo in queste case stipati in scatole di pietra e mattoni per difenderci dalla natura a volte matrigna a volte la più tenera delle madri.
Attraversi tempeste che non avresti mai pensato di poter affrontare e quando riesci a superarle ti rendi conto che sei oltre e che devi guardare avanti perché dinanzi appaiono altri mostri in lontananza che nella foschia dell' ignoto potrebbero presentarsi all' improvviso. 
Devi esserci, sempre e comunque, essere lì, nel presente. Tutta la partita si sta giocando qui in questo eterno presente.
Si lo so, sono pensieri in fuga che evadono da una mente bislacca escono dal berretto e questo mi pare l' unico modo per tentare di afferrarli, bloccarli, inchiodarli su un supporto che non.li lasci andare via.
Il vento continua a bussare senza sosta, piange il cielo inquinato, sembra davvero arrabbiato con l' umanità. Cosa ti abbiamo fatto? Ti abbiamo appesantito con i nostri fumi, con gli acidi, il piombo delle nostre ciminiere. Tutti colpevoli, ti abbatti su di noi, sulle nostre case, sulle mie tapparelle nuove che ho appena terminato di pagare. 
Ma passerà. Passa tutto prima o poi, basta aspettare...o forse è questa la cosa più difficile da fare. L' attesa inerme! Cosa può un uomo così piccolo davanti agli elementi. 
Ironia della sorte : dall' altra parte del pianeta in risposta a quest' acqua incessante si abbatte il fuoco sulla gente, gli animali, le case...le tapparelle!!
Mi rendo conto che sono fortunato....



giovedì 9 gennaio 2025

La sindrome del paguro...avvero anno nuovo casa nuova

 La felicità non è un posto in cui arrivare ma una casa in cui tornare
Così recita un proverbio arabo, così dopo tanti anni la decisione è stata presa e si cambia casa.
Home
Home sweet home










Gli inglesi fanno una bella distinzione tra "home" e "house": la prima parola indica dove riponi il cuore, la seconda una semplice costruzione abitativa. La home è dove ritrovi gli affetti, i ricordi, le persone care e i tuoi animali (per chi come me se ne circonda meravigliosamente). Ci vuole tempo per trasformare una house in una home, ci vuole calore, passione, ci vuole vita. 
In realtà nessuno ne costruisce una con le proprie mani, o comunque sono casi molto sporadici. La maggior parte di noi ne acquista una già pronta e dopo la risistema secondo il proprio gusto, le proprie esigenze
 Facciamo come i paguri, questi crostacei che si intrufolano in conchiglie dismesse e ne fanno casa fino a quando non crescono così tanto da non starci comodi. Quindi escono ne trovano una più grande e vi si trasferiscono.
L' anno appena trascorso mi ha trasformato, con i miei familiari, in un paguro umano e dopo tanti anni nella vecchia magione( vecchia in tutti i sensi ) mi sono trasferito in una più comoda nella quale ricostruire tutto da capo.
Mi sono reso conto delle difficoltà fisiche, economiche, burocratiche( i paguri non pagano Imu e Tari né devono fare la fila sul comune per cambiare la residenza, senza parlare delle utenze domestiche). 
Nonostante tutto però sono dell' idea che a un certo punto della vita sia opportuno rimettere tutto in tavola e cambiare. 
Cambiare casa ti mette nell' incertezza, ti offre la possibilità di affrontare qualcosa di ignoto di rimetterti in gioco, rinascere a vita nuova.
Al mio paese si dice che se vuoi male a una persona auguragli  di cambiare casa e in parte è vero perché trasferire tutte le cianfrusaglie non è cosa da poco. Per i paguri è più facile perché non hanno pacchi da sballare nė mobili da salire sulle scale, però in fondo  vale la pena  uscire dal proprio mondo per esplorare nuove situazioni 
Così dopo aver trasferito le scarpe e il berretto da questa parte della città, vediamo cosa accade sempre un po' strabicamente con un occhio all' uomo e l' altro  a Dio cercando sempre un riassunto che ci dia una visione d' insieme.

Il paguro insegna a vivere in profondità....

martedì 13 febbraio 2024

LA LUNA E IL FALÒ -Cesare Pavese

 Chi può dire di che carne sono fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono...

La luna e i falò


Ritornare al paese anche quando non si ha un paese di origine, ma solo un luogo dove si è vissuti, senza radici, senza poterle conoscere.
Un bambino che viene abbandonato e la sua crescita rivista con gli occhi di un uomo che ricorda il suo passato ritornando nei luoghi che lo hanno ospitato.
Una storia che parte quasi in sordina  e che via via accompagna il lettore in un crescendo letterario che alla fine lascia quella punta di delusione tipica che libri che ti lasciano il segno.
Intreccio di vite di paese in un' Italia povera e martoriata dalla guerra, dalla povertà. Un uomo che riesce a risolversi partendo dall' Italia mentre altre vite soccombono sotto il peso dei tragici momenti storici.
Un libro da leggere. Un piccolo capolavoro che ti proietta nell' Italia povera dei primi 900.

venerdì 2 febbraio 2024

LA BIBLIOTECA PERDUTA DELL' ALCHIMISTA -Marcello Simone.

 Le quattro fatiche dell' alchimia non sono - come avevo creduto- i gradini di una scala, ma fanno parte di una ruota che gira in moto eterno.

Alchimia
Anno 1227, uno strano rapimento e un timido tentativo di liberazione trasportano il lettore in un ginepraio di situazioni, intrighi, misteri che si dipanano mentre si svolgono i fatti, fino alla completa comprensione alla fine del testo, quando tutto si comprende e si svela.

Un viaggio nelle tradizioni, credenze e superstizioni del medioevo sempre affascinanti che incollano il lettore al testo. Un ottimo thriller che sposa perfettamente la storia con l' invenzione.

Fantasia e storia in un ricamo perfetto.

Letto con piacere e consiglio a tutti.

domenica 5 novembre 2023

SAUDAGI..."Dietro la villa"

 Ti piglia a 52 anni e non c'è niente da fare!



Questa sera mi sono ritrovato a passare nel giardino comunale  del mio paese, quello che comunemente noi chiamiamo "villa". Per noi martinesi la villa è stato un punto d' incontro, un luogo dove lasciare le pesantezze delle nostre giornate adolescenziali. Noi degli anni '60-'70-'80 la conosciamo bene, ci abbiamo passato tutte le serate della nostra adolescenza. Era il luogo del ritrovo, del fare conoscenza, del 'mettersi insieme", del lasciarsi. Una fiumana di ragazzi e ragazzi che non avevano internet, WhatsApp, YouTube, che conoscevano solo i videogames di Giulio, andiamo alla "Bilia", di diceva. Ragazzi e ragazzacci che si pestavano a sangue a volte, un vociare intenso, che si rideva di niente, ma con i denti di un sorriso vero, non con le faccine delle emoticon, che quando ti  piaceva qualcuna, prendevi il coraggio in mano, le farfalle nello stomaco e col cuore in gola glielo dicevi, non gli mettevi il like su una foto filtrata. Si era nudi di fronte alla realtà. 
Così questa sera ho ripercorso quei luoghi: la villa, la rotonda, la vasca dove qualcuno si appartava a pomiciare e inevitabilmente mi è tornata la nostalgia di quei tempi, di tutti quegli amici che sono andati via insieme ai miei capelli, ai sogni.  Un deserto, nessuno più frequenta questo luogo, la "vita" pare abbia cambiato zona si deve essere spostata da qualche altra parte e in fondo credo sia giusto anche questo...
Si, mi mancano quei tempi, la spensieratezza che ha lasciato il campo alla responsabilità. 
Per stasera va così e tra le scarpe ed il berretto si è piazzata pure la SAUDAGI. 

Domani un altro giorno.

domenica 17 settembre 2023

CRISTO DESTINO DELL' UOMO-Luigi Negri

 Un uomo che preferisce è un uomo che esiste

Cristo



Scritto durante il congresso di Rimini è un testo  di qualche anno fa del 1998.
Il rapporto con se stessi, con Dio, con la comunità. Un cercarsi per trovarsi nella fraternità per farsi dire da Cristo attraverso la collettività come essere per diventare veramente liberi.
Lavorare su se stessi facendosi aiutare e fare scelte definitive è difficile ma nasconde in se il vero senso e anche lo scopo della vita. 
Le comunità aiutano ad essere veramente liberi, a mettersi di fronte alla vita e capire che questa è una propria responsabilità.
Parole come : libertà, fraternità, felicità, responsabilità e destino vengono spiegate nella loro radice più autentica, quella cristiane che si basa sulla scelta di preferire Cristo al mondo per vivere nel mondo come Cristo vuole da chi decide di seguirlo.
Ogni giovane dovrebbe leggerlo!

domenica 30 luglio 2023

L' ITALIA IN GUERRA (P.P. Cervone)

 Nove milioni di morti e sei milioni di mutilati...
L' Italia in guerra



Questo solo tra i militari, oltre venti milioni di morti e ancora oggi non si riesce ad avere una stima precisa della totalità dei decessi e tutto inizia con un attentato, ottima scusa per organizzare una guerra totale che doveva essere solo di poche settimane. 
Tutta la storia di questa follia che ha avuto ripercussioni che ancora oggi ci portiamo addosso.
Un libro interessante, che  spiega in maniera molto semplice, tutti gli avvenimenti dall' attentato di Sarajevo al patto di Londra. La "Mano nera" i voltagabbana, gli eroi, la geopolitica del tempo.
Un' ottima lettura per capire.

venerdì 17 febbraio 2023

HARI OM TAT SAT....tra vero e verosimiglianza

 
HARI Om Tat Sat

Sono appena rientrato, abbastanza pensieroso per una frase letta e che mi sta facendo riflettere parecchio.
Sono quelle sensazioni che ti prendono in maniera subdola, che ti lasciano con un senso di incompiuto. Sai che c'è qualcosa che non va ma non riesci a capirlo subito. Una riflessione latente che stenta ad emergere nella superficie dei pensieri. Mi spiego.
Esco di casa per alcune commissioni e passo davanti ad un centro di Yoga. Sono sempre interessato a questi luoghi, credo che siano comunque affascinanti e certamente attraenti per un cattolico "atipico" come me. Una scritta inevitabilmente calamìta la mia attenzione; si tratta di un pannello grande sul quale alberga una scritta tradotta dal sanscrito: << Hari Om Tat Sat>>.
Ma cosa significa esattamente? 
Le traduzioni c'è la danno come " Ciò che è verità"
Allora mi si aprono un mondo di difficoltà e di domande senza risposta. 
Mi chiedo cosa possa comunicare questa frase all' ingresso di un luogo dove si pratica una disciplina che nel suo significato indica " unione". La frase dice che ( in poche parole) il creatore e il creato sono un' unica cosa. 
Quello che mi confonde è che lo Yoga sia una pratica e come questa possa essere definita Verità. 
La verità è qualcosa che permane immutabile, uguale a se stessa mentre una qualsiasi pratica è di per sé mutevole. 
Da cattolico non posso fare finta di nulla, non posso "ragionare, guardare e passare", perché la considerazione è sottile ma sostanziale.
Una pratica può essere un mezzo, che sia preghiera, meditazione, asana o ascolto, qualcosa che possa portare alla verità tutta intera, ma fare intendere che in un luogo o in una pratica ci sia l' obiettivo da raggiungere, mi sembra un errore grossolano che induce nell' errore.
Insomma per farla breve, dire che lo Yoga sia ciò che è verità la reputo aprioristicamente una menzogna se pure io lo ami e lo pratichi assiduamente.

Ripeterò sempre, e qui il mio cattolicesimo emerge e la fa da padrone, che la Verità non possa che essere  una persona.

Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».(Gv 14,6)


mercoledì 15 febbraio 2023

DANTE ENIGMA-Matteo Strukul

 " Il cavaliere ghibellino era ormai a pochi passi da lui. Dante non aveva nulla con cui difendersi"

Dante Enigma

La battaglia di Campaldino, evento centrale di tutto il medioevo diventa in questo romanzo storico la chiave di lettura di tutta la passione letteraria del poeta fiorentino che da giovane letterato e guerriero non riesce a districarsi tra la sua passione talentuosa e una società guerrafondaia e sanguinaria. Quello che Dante osserva in quella battaglia lo segnerà per sempre sia nella vita che nel suo modo di scrivere. 

I personaggi che si avvicendano nel romanzo saranno riproposti nella Divina Commedia e sono raffigurati nel loro aspetto più interiore come Béatrice, il Conte Ugolino,Giotto con il quale l' autore azzarda un' amicizia intima non menzionata i nessun documento dell' epoca.
Il male oscuro di Dante ripreso da alcuni canti dell' inferno, il rapporto difficile con Gemma sua sposa devota e frustrata contribuiscono a delineare un profilo psicologico del poeta inedito e molto interessante


venerdì 6 gennaio 2023

Sulla morte...tra Papi e calzolai.

 Epifania.

Calzolai


Questi sono giorni molto strani. Cambiamenti, ritorni di memoria, antichi dolori e nuove situazioni.
La morte di questo Papa ci lascia un grande vuoto che può essere colmato solo attraverso gli scritti e i pensieri che ha consegnato all' umanità. Non tutti conoscono lo spessore intellettuale di questo uomo semplice di Dio. Chiunque abbia letto i suoi scritti non può restare indifferente davanti a tanta sapienza. 
A questo di aggiunge la perdita di un uomo semplice nella sua quotidianità, del quale nessuno parlerà sui giornali poiché uomo normale che nessuno ha conosciuto e che lascerà la sua saggezza solo ai parenti più stretti che lo hanno conosciuto. Un calzolaio, ed io figlio di un uomo che ha praticato lo stesso mestiere non posso rimanerne insensibile. "Un uomo buono", lo ha definito la figlia e non poteva essere altrimenti perché una persona abituata a riparare e lucidare scarpe non può elevarsi in arroganza.
Così da un lato un esperto di "testa",se così si può dire dall' altro uno esperto di 'piedi". 
Una volta una nota donna dello spettacolo, ormai deceduta, disse che bisogna curare la testa e i piedi perché e con essi che si va sempre avanti.
In questo blog non facciamo che ribadire sempre questo concetto. Le scarpe ed il berretto delimitato un segmento che chiamiamo uomo e questi due uomini, saggi per il loro sapere e la loro vita sazia di anni, sono stati preziosi per questo bislacco segmento che si chiama Vincenzo.



domenica 1 gennaio 2023

LE AFFINITÀ ELETTIVE - Johann Wolfgang von Goethe

 "È cosa che riguarda l' amico nostro..."

Goethe



Da questa frase parte tutto un un susseguirsi di avvenimenti che i protagonisti non possono far altro che subire, nonostante gli sforzi di contrapporvi le ragioni morali, quelle religiose, il quieto vivere. Ma tutto sarà inutile, secondo Goethe ci sono cose che non si possono evitare, che si possono solo subire. Quando due caratteri, due anime si incontrano e sono fatte l' uno per l' altra, tentare di ostacolare gli eventi porta solo all' infelicità. Nulla vale il tenersi lontani, partire o riproporsi di non coltivare certi sentimenti. Tutto è vano fino all' estremo sacrificio che alla fine ricongiungerà quelle persone. La storia e leggera a tratti, altre volte commovente e alla fine pervasa di una tristezza che la trasforma in tragedia. Un libro psicologico alimentato da sprazzi di saggezza dell' autore che mette nei pensieri dei personaggi.

Un bel libro.